Arte Contemporanea Fotografia

Bianco e nero, scelta stilistica o necessità visiva?

Nicéphore Niepce,La tavola apparecchiata, 1822 circa.
La prima fotografia.

Il colore è per me un belletto, un make up” così definiva il colore il celebre critico francese Roland Barthes nella sua nota sulla fotografia la “Camera Chiara”, pubblicata nel 1980.

Barthes considerava il colore alla stregua di un’intonacatura, apposta successivamente su quella che concepiva la verità originaria del bianco e nero.

Non di rado, capita di imbattersi ai giorni nostri in fotografie monocromatiche, modalità prediletta per gli scatti d’autore. Ma tale forma di rappresentazione visiva è adoperata molto spesso anche da parte di fotografi amatoriali, i quali scelgono intenzionalmente di applicarvi il filtro b/n senza però indagare sulla natura di questa preferenza, apparentemente casuale. È opinione condivisa che l’utilizzo esclusivo della scala dei grigi, conferisca alla foto una maggiore eleganza e raffinatezza.

Difatti, sottraendo lo scatto al cromatismo, anche un occhio meno esperto ne percepisce i vantaggi, nonché una maggiore visibilità dei dettagli, e una conseguente esaltazione di linee e contorni. Luci e ombre appaiono più evidenti e le forme più definite. Emerge così quel sostrato che si cela dietro ogni tinta atta a impreziosire la nuda e grezza superficie.

È dunque chiaro come il bianco e nero preservi la fotografia dalla veemenza dei colori, conferendole un carattere sacrale, quasi auratico e di sospensione temporale, lasciando all’osservatore una maggiore libertà interpretativa e stimolandone la creatività.

Non è un caso che il bianco e nero sia la modalità di rappresentazione visiva privilegiata soprattutto dai fotoreporter, il cui risultato è una maggiore forza evocativa e un accentuato senso drammatico. Annullando il rumore dei colori dall’immagine, l’intensità degli sguardi si rivela in maniera più immediata, le espressioni facciali appaiono più visibili e si manifestano con minore difficoltà. Il bianco e nero svela l’essenza del volto scevro da orpelli, cattura la commozione e la disposizione d’animo, ne esalta l’aria e l’espressività. Talvolta è necessario dunque, ritornare agli albori della fotografia per godere a pieno dei particolari del referente fotografico, particolari che passerebbero inosservati in una foto a colori.

Richard Avedon,William Casby,nato schiavo 1963.

“In un mondo prodigo di colori onnipresenti, il bianco e nero offre chiarezza di forma, intensità di carattere e azione fuori dal tempo. “- Richard Olsenius

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