Arte Contemporanea Mostre

Quando la scienza incontra l’arte.

“Da Vinci Experience” Fonte: Milanoevents.it

Che l’arte e la scienza siano due campi intrinsecamente legati tra loro, lo conferma il genio rinascimentale Leonardo da Vinci, attraverso l’Uomo Vitruviano, celebre rappresentazione delle proporzioni umane, divenuto l’emblema della cultura occidentale.

La compenetrazione tra arte e scienza ha favorito nell’epoca contemporanea una maggiore fruibilità delle opere d’arte a beneficio del pubblico, il quale grazie al costante progresso tecnologico, può avvalersi di riproduzioni artistiche in formato cartaceo o digitale comodamente dal proprio tablet, pc o smartphone.

La tecnologia ha aperto nuove frontiere al campo artistico basti pensare alle mostre multimediali, fenomeno che ha conquistato un numero non esiguo di visitatori, di ogni età.  Questo nuovo tipo di format espositivo ha coinvolto artisti del calibro di Klimt, van Gogh, Caravaggio, Monet, Chagall e Da Vinci. Proposto il più delle volte come esperienza immersiva, si rivela un viaggio multisensoriale all’insegna della scoperta degli artisti; un percorso che coinvolge persino l’udito, cullato da sinfonie classiche in sottofondo.

Inglobando gli spettatori in quadri di enormi dimensioni, si finisce per catturare l’attenzione anche di quell’osservatore generalmente distratto, attraverso videoproiezioni che si estendono dalle pareti fino al pavimento delle sale, creando un’atmosfera avvolgente ed esclusiva.

A cambiare è dunque il concetto di arte tradizionale, l’oggetto artistico viene di fatti riprodotto e inserito in una realtà virtuale, in cui le dimensioni originali delle opere vengono stravolte e amplificate, si punta allora sulla dimensione, sul colore, sulla melodia.

 In questa situazione spaziale immateriale, i visitatori sono investiti da un flusso di immagini digitalizzate, la cui riproduzione in alta definizione consente una maggiore fruizione dei dettagli relativi alle opere.

Ma la diffusione di questa nuova esperienza dell’immagine ha generato pareri contrastanti e non pochi dissensi. Bruno di Marino, docente di mass media all’accademia di belle arti di Frosinone, ha infatti dichiarato all’Artribune che “il paradosso è che, a fronte di questo guadagno, c’è una perdita, una mancanza e sicuramente anche il pericolo di creare confusione”, definendo “il tipo di rapporto che si innesca con il pubblico, di tipo seduttivo e compartecipativo”.

Vi è poi chi, come Leonardo Sangiorgi ne sottolinea i vantaggi, apprezzando “la forte finalità didattica e divulgativa” rilevata dall’ esperienza del Cenacolo di Leonardo.

Se dunque le mostre multimediali rendono l’arte più accessibile, d’altro canto, va però sgretolandosi quel carattere unico e irripetibile dell’opera d’arte, quel valore cultuale, quello che Walter Benjamin esprimeva con il concetto di “aura”.

Leave a Reply

Your e-mail address will not be published. Required fields are marked *