arte Arte Contemporanea Mostre

Manuel Antonio Rodriguez si racconta a Nova Art.

Classe 1982, Manuel Rodriguez nasce a Cuba e si diploma all’Accademia Provinciale delle arti visive di Santa Monica. Imprevedibile di persone così come nelle sue tele, il suo è un progetto all’insegna della sperimentazione artistica, conducendo i suoi soggetti all’inverosimile .

Manuel raccontaci il tuo percorso artistico, come nasce questa tua passione per l’arte?

Ho studiato pittura e fotografia a Cuba, e dopo essermi diplomato e aver terminato la leva obbligatoria, ho iniziato a viaggiare in Europa, Londra, Parigi e Italia dove ho avuto la possibilità di esporre le mie opere e migliorare la mia tecnica.

C’è qualche corrente artistica alla quale ti ispiri o credi di poterti classificare?

No, credo di non appartenere a nessuna corrente artistica in particolare, il mio stile è in continua evoluzione e mi piace sperimentare nuove forme di espressione. La mia fonte di ispirazione sono antiche fotografie.

Da dove provengono questi scatti?

Sono fotografie trovate sul web, principalmente dell’epoca scorsa. In una delle opere mi sono ispirato a un celebre scatto che immortala la prima proiezione 3d. Mi piace l’aver potuto cogliere quel rapporto, talvolta ironico, instauratosi tra spettatore e schermo cinematografico, ma qui c’è anche un terzo soggetto, cioè il pubblico che dall’esterno osserva la tela.

Osservando le tue opere il blu e il verde prevalgono, perchè questa scelta?

Sono tonalità fredde, colori che mi permettono di esprimere un’atmosfera artificiale e irreale, la mia intenzione infatti non è quella di esprimere fedelmente il contesto storico, anzi lo annullo, in favore di una mia reinterpretazione personale trasportando i soggetti in una dimensione del tutto nuova.

È Il colore il mezzo privilegiato per la tua espressione artistica?

Si ma non solo, introdurrò nella sala espositiva una rete metallica che posizionerò davanti a una delle opere. Quest’idea della rete metallica nasce dalla volontà di sottolineare la distanza che separa il pubblico dalla tela, mi aiuterà ad accentuare questo divario.

C’è qualcosa di particolare che intendi trasmettere al tuo pubblico?

Mi auguro che il pubblico si avvicini alle mie opere, le osservi e le interpreti in maniera personale.

Ti ritieni soddisfatto quando concludi le tue opere?

No, non sono mai soddisfatto delle opera finali, inizio con un’idea poi spesso ritocco, applico qualche modifica, il processo creativo è infinito, ed implica anche sacrificio, il che mi spinge a migliorare e creare sempre qualcosa di nuovo.

Leave a Reply

Your e-mail address will not be published. Required fields are marked *